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Il Mediterraneo si innalza: coste italiane a rischio scomparsa entro il 2100

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Il Mediterraneo divorerà le coste italiane: intervenire, subito

Secondo l'Enea entro il 2100 il Mediterraneo salirà di 1 metro, facendo scomparire 385 chilometri di costa italiana

Le coste italiane a rischio sono molte e il pericolo è molto più imminente di quanto si creda. Il mare si sta alzando e, in assenza di interventi seri e strutturali di mitigazione e adattamento, lungo le coste italiane l’innalzamento è stimato tra 0,94 e 1,03 metri in 80 anni. Lo ha assicurato Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Può sembrare una cifra risibile, non lo è. La natura ha già dato segnali incontrovertibili negli ultimi anni e solo nel 2018 esondazioni e mareggiate hanno colpito tutta la penisola, causando 38 morti e 4.500 tra sfollati e senzatetto da Nord a Sud. La minaccia per il futuro è molto chiara, precisa, eloquente: entro il 2100 il Mediterraneo farà scomparire 385 km di coste, a rischio inondazione c’è un’area estesa quanto l’intera Liguria.

Quali sono le coste italiane a rischio? Venezia è la città più nel mirino, essendosi già inabissata di 23 centimetri nell’ultimo secolo. Il suo porto, come quello di Napoli, Palermo e Cagliari rischia di essere spazzato via. Nel caso di Genova, sott’acqua finirebbe anche l’aeroporto.

Dalle città alle coste. A Sud sono in pericolo le aree di Trapani e Marsala, Gioia Tauro e Santa Eufemia in Calabria, la piana del Volturno in Campania, la foce del Tevere nel Lazio, Lesina e Taranto. La situazione non migliora al centro-nord dove il Mediterraneo minaccia di ingoiare le foci del Pescara e del Sangro, tratti della Versilia, l’isola d’Elba, La Spezia e l’alto Adriatico da Trieste a Ravenna fino alle porte di Rimini.

Un’emergenza non più procrastinabile. Per affrontarla bisogna fare i conti con un fatto, compiuto e ineluttabile: le coste italiane a rischio sono molte, il pericolo non è più una possibilità ma una realtà. Intervenire, subito.

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